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Il borgo Villaretto โ€“ Olmetto

Il borgo Villaretto – Olmetto affonda le sue radici nel lontano 1300 e, già allora, era abitato da famiglie di Turina, Manavella, Mattalia, Odetto, Bruno e Salusso.

Era un borgo poco popolato rispetto al Villar, che deteneva il centro del potere con il complesso feudale, abitato dai Signori di Bagnolo ed i suoi abitanti, per diversi secoli, furono prevalentemente dediti all’agricoltura, alla pastorizia ed alla raccolta dei funghi, nella zona dell’Olmetto, vivendo in situazioni di maggior povertà rispetto a quelli di S. Pietro e del Villar, anche a causa delle terre meno fertili e più paludose.

Fin dal Medioevo si ha notizia della presenza a Villaretto di una chiesa, dove però i popolani della zona non potevano farsi battezzare; solo a partire dalla fine del 1500 quando questa venne eretta a Pievania, iniziò ad essere amministrato il battesimo.

La chiesa di allora doveva essere in stile romanico – gotico con alcune aggiunte barocche, ma sul finire dell’800, essendo in cattivo stato, venne demolita e sostituita dall’attuale, edificata poco più a monte.

La scelta del luogo per la nuova chiesa non fu così facile per il pievano di allora, in quanto gli abitanti della zona sottostante si opposero alle sue scelte; volevano che la chiesa venisse riedificata nello stesso punto, ma alla fine persero.

Un particolare curioso, che riguarda ancora la vecchia chiesa è l’incendio del campanile avvenuto una sera di luglio del 1875 da parte dell’allora sacrestano che, per non incorrere in pericoli, diede fuoco ad alcuni nidi di calabroni presenti all’interno della torre, senza poi controllare le fiamme che, durante la notte, invasero l’interno bruciando le scale, i soppalchi ed i supporti delle campane che crollarono a terra.

Villaretto però non rimase molto senza campanile; in breve tempo, come per la costruzione della chiesa, gli abitanti si attivarono nuovamente con offerte e lavoro ed in meno di un anno, seppur in due riprese, il nuovo campanile venne edificato e dotato di nuove campane.

La chiesa parrocchiale con le cappelle di Olmetto e S. Paolo ed alcune antiche abitazioni rurali, sparse sul territorio, rappresentano la storia degli ultimi due secoli di questo borgo che, a partire dagli anni ’70 del Novecento ha iniziato a registrare un’inversione di tendenza rispetto al passato, superando il Villar come numero di abitanti.